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Il volley continua: allenamenti alternativi e proposte innovative

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Dopo l’ultima stagione sportiva fortemente compromessa a causa della prima ondata della pandemia, per gli atleti sarebbe stato impensabile riprendere gli allenamenti con la solita leggerezza di inizio stagione. Complice un’estate arricchita da un occasionale beach volley in spiaggia, per i pallavolisti il trauma da distacco sportivo è stato ancor più doloroso.

A settembre, con l’inizio della nuova stagione sportiva, la FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo) ed i suoi pallavolisti erano ben intenzionati a ripartire con la propria routine sportiva compresa di tutte le prevenzioni del caso. E così è stato, almeno inizialmente.
Settembre infatti è stato il mese in cui un’osservatissima curva dei contagi ha ripreso la sua ascesa, riportando, come accaduto qualche mese prima, la preoccupazione generale alle stelle con la conseguente limitazione di orari, spazi e attività. La pallavolo non è rimasta a guardare e sono state introdotte rigide prevenzioni, pesanti dal punto di vista logistico-organizzativo ma che non hanno influito minimamente sulla gioia di tornare sotto rete, per quanto breve sia stata.Il nuovo e costante aumento dei contagi ha ridimensionato gradatamente le attività sportive, portando atleti di ogni categoria ed età a diminuire prima e a rinunciare poi, alla rete dei nove metri.

Il mese di ottobre è volato attuando i DPCM man mano più restringenti, fino a quando, domenica 26, la FIPAV ha diramato la sua decisione definitiva: “tutti i campionati di categoria che non rientrano nelle competizioni nazionali sono sospesi”. Una notizia che era nell’aria ma che mai si vuol ricevere, soprattutto quando coinvolge decine di migliaia di atleti – circa un centinaio solo nel nostro CUS Cagliari

Una drastica decisione che ha chiaramente influito sul proseguo della stagione per il nostro settore volley. Improvvisamente ridotto a meno della metà degli atleti, ha subito la chiusura totale di alcune categorie: la Prima Divisione, la Serie D maschile e femminile si sono dovute adeguare alle nuove normative sospendendo i già difficili allenamenti, categorie alle quali si sono successivamente aggiunte la Serie C maschile e l’intero settore S3 (la fascia di età dei bambini dai 6 ai 10 anni) per garantire una maggiore sicurezza all’interno degli spazi della Cittadella Sportiva “Sa Duchessa”. Ad oggi, resta operativa in palestra solo la squadra che disputerà il campionato di serie B nazionale, unica categoria autorizzata ad usufruire degli impianti e delle attrezzature.

Ma siamo il CUS Cagliari, e non ci fermiamo mai. Lo staff tecnico del settore pallavolo non si è arreso e ha lavorato per trovare delle soluzioni attuabili a distanza per gli atleti penalizzati. I risultati iniziano ad arrivare ed il feedback dei ragazzi coinvolti è più che positivo. Ogni tecnico ha dovuto reinventare su base individuale gli allenamenti per la propria squadra: le giovanili, la fascia d’età più coinvolta a livello numerico, hanno continuato i propri allenamenti da casa su piattaforme online come ZOOM, concordando orari ed esercizi con allenatori e compagni, dedicandosi agli aspetti più individuali del volley come la tecnica specifica. Ma per i piccoli pallavolisti non è stata l’unica possibilità: alcune categorie, fornite di una scheda con esercizi, si riprendono durante l’allenamento ed inoltrano il video al proprio coach che prontamente darà le correzioni del caso.
Schede di allenamento predisposte anche per le categorie più evolute, come la Prima Divisione maschile che ha ricevuto dei cicli di esercizi per mantenere attivo il tono muscolare e altri più specifici per non perdere il contatto con la palla e la confidenza nella tecnica.

Nonostante il lockdown parziale in atto, la zona gialla ci consente di allenarci seguendo alla lettera i protocolli, rigorosamente all’aperto e rispettando le distanze con l’utilizzo scrupoloso di dispositivi di prevenzione. È in virtù di questa possibilità che il settore ha deciso di proporre degli allenamenti all’aperto nei propri spazi, con un piccolo numero di atleti che si alterneranno in orari e spazi differenti e con un allenatore rigorosamente a distanza e senza il minimo contatto; un modo alternativo per continuare a restare in forma ed uscire da casa, rispettando ovviamente i limiti d’orario imposti.

Il COVID ha obbligatoriamente cambiato il modo di fare pallavolo, di allenarsi e di vivere lo sport ma il CUS Cagliari è sempre riuscito a stare dietro agli aggiornamenti dei DPCM, garantendo in ogni fase la massima sicurezza e accortezza nel rispetto delle disposizioni. Il Centro Universitario Sportivo cagliaritano non si è tirato indietro nemmeno di fronte alla chiusura delle attività, adattando gli allenamenti alla difficile situazione, introducendo metodi alternativi per tenere i suoi atleti coinvolti nel proprio mondo sportivo, ma soprattutto garantendo un’importantissima presenza di sport nella quotidianità dei suoi iscritti. In attesa della ripresa della normalità sportiva e non, il CUS ha fornito un servizio importante nonostante le restrizioni, che continuerà ad assicurare con la solita qualità fino alla ripresa globale di tutte le categorie.

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